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Mutuo prima casa: cosa succede nel 2017

Scritto da Mutuisì | 2 marzo 2017

 

Il motivo della lentezza di questa risalita è legato alle politiche economiche dell'Unione Europea, che mantengono basso il costo del denaro per le operazioni di rifinanziamento delle banche.

Molte banche, dopo un periodo di straordinari sconti sugli spread tra il 2015 e il 2016, che ha senz'altro favorito un aumento di erogazioni per i nuovi mutui, stanno cominciando a rivedere i costi dei prodotti mutuo più richiesti. Ovvero, proprio quelli ipotecari, con finalità di acquisto della prima abitazione.

Quali sono le prospettive per i nuovi mutuatari, alla luce di questi due trend?

 

Prospettive per il mutuo prima casa

-          Il mutuo a tasso fisso continuerà a battere il variabile per le durate lunghe.

Gli italiani sono in cerca di certezze. Ce lo dice la propensione dei mutuatari verso il tasso fisso, anche se più costoso. Il tasso fisso è una buona soluzione per i mutui con durate pari o superiori a 20 anni, perchè effettivamente non si hanno certezze sull'andamento dei tassi oltre i 5 anni.

 

-          Il variabile fa sempre risparmiare per surroghe e durate brevi.

I mutui fino a 20 anni beneficiano del tasso variabile. Il piano di ammortamento alla francese, il più diffuso attualmente per i mutui ipotecari, prevede il rimborso di circa l'80% della quota interessi nella prima metà del periodo di ammortamento.

 

-          Lo spread contenuto rimane conveniente.

Il “prezzo” che le banche applicano ai mutui rimane basso e da sfruttare per tutto il 2017.