News mutui

Quanto risparmi col bonus casa 2016

Scritto da Mutuisì | 7 marzo 2016

L'ultima Finanziaria ha confermato il numero di coloro che possono usufruire di sgravi fiscali, garanzie concesse dallo Stato Italiano o addirittura prestiti agevolati.
Ad esempio, per la prima abitazione, è stato abolito l'obbligo di non cedere la propria abitazione principale, per la quale si beneficia degli incentivi, entro cinque anni dall'acquisto.

E' invece possibile mantenere le agevolazioni fiscali anche se si vende la propria abitazione principale per acquistarne un'altra, sempre da adibire a prima casa. 
Inoltre, le detrazioni fiscali vengono mantenute anche nel caso in cui si venda la propria abitazione principale per acquistarne un'altra "a titolo gratuito".
Non è tutto: il risparmio per la prima abitazione diventa, da quest'anno, più consistente.

TASSE PIU’ BASSE

Se si acquista da un privato, l'imposta di registro, prima al 9%, passa al 2%. Se si decide invece di acquistare da un costruttore, si paga l'IVA al 4%, più le imposte catastali per una quota fissa di 200 euro.

Naturalmente, rimangono in essere i requisiti già previsti per godere delle agevolazioni, ossia non essere titolare di altro immobile nello stesso comune di residenza, nè di un altro immobile per il quale si è già goduto dei benefici fiscali per la prima abitazione su tutto il territorio nazionale. Inoltre, sono esclusi da tali benefici gli immobili di lusso ovvero quelli che rientrano nella categoria catastale A1.

Non è più in vigore il limite, fissato dal decreto precedente risalente al 1969, che fissava a 240 mq la superficie massima dell’immobile per il quale è possibile richiedere il bonus fiscale per la prima abitazione.