Bonus 110%: chi ne ha diritto? Tutte le novità per il 2023

Ti spieghiamo come funziona, chi ha diritto e come ottenere il bonus 110% nel 2023

 

 

Il bonus 110% è una forma di agevolazione messa a disposizione dallo stato, attraverso una detrazione fiscale del 110%, a supporto dei cittadini per specifici interventi sugli immobili: scopriamo quali e come funziona il bonus

Chi ha diritto al bonus 110% e quali lavori rientrano nel bonus?

Se stai comprando casa o l'hai appena fatto, avrai certamente sentito parlare del bonus 110%, il cosiddetto “superbonus”. Probabilmente, però, nessuno ti avrà spiegato in maniera semplice e chiara come funziona, chi ne ha diritto e quali novità ti attendono nel 2023. Nessun problema, siamo qui per questo!

Il bonus 110% è una detrazione fiscale del 110% sulle spese pagate da chi effettua su un immobile - sia un condominio che un’abitazione singola - interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e riduzione del rischio sismico. Chi ha diritto a questo bonus? Semplice: tutte le persone fisiche, residenti o non residenti in Italia, che non siano intestatari di attività di impresa, arti e professioni, possessori o detentori di unità immobiliari.

Per coloro che conseguono redditi d’impresa o derivanti dall’esercizio di arti e professioni, c’è però la possibilità di godere della detrazione se condòmini, in relazione alle spese sostenute per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. Gli immobili ammessi al superbonus 110% sono infatti gli edifici condominiali, gli edifici unifamiliari e tutte le unità immobiliari residenziali dotate di impianto di riscaldamento, acqua, gas o energia elettrica ad uso autonomo esclusivo, oltre a un accesso autonomo all’esterno indipendente.


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Al contrario, sono escluse le abitazioni che rientrano nella fascia degli immobili di lusso, ovvero quelli appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 (ville) e A/9, così come gli immobili totalmente sprovvisti di sistemi di riscaldamento e le nuove costruzioni. La detrazione invece non spetta se il richiedente percepisce altri incentivi pubblici e forme di agevolazione di ogni tipo previste dalla normativa europea, nazionale e regionale. Bene, ora che sai chi ha diritto al bonus 110%, ti spieghiamo anche quali lavori rientrano nel superbonus.

Si tratta di tutti quegli interventi con finalità di efficientamento energetico sugli impianti della casa e che, per rientrare nel bonus 110%, devono portare al miglioramento di almeno due classi energetiche (ad esempio da E a C), a meno che questo non sia possibile; in questo caso bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta (ad esempio, la classe A4). Questo passaggio di classe energetica va certificato poi presentando l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), redatto pre e post-intervento, valido 10 anni e rilasciato da un tecnico abilitato.

Entrando ancora più nello specifico, i lavori che permettono di ottenere il superbonus 110% sono gli interventi di isolamento termico, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti e gli interventi antisismici - i cosiddetti interventi “trainanti”. Ci sono però anche altri tipi di lavori - i cosiddetti lavori “trainati” - che possono rientrare nel bonus 110%, ovvero quelli finalizzati alla riqualificazione energetica, all’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, all’installazione di impianti fotovoltaici e all’eliminazione delle barriere architettoniche, solo se eseguiti contestualmente ad almeno uno dei lavori definiti “trainanti” e rispondenti anche ad altri requisiti specifici, legati alla singola abitazione.

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Come ottenere il bonus 110% e come funziona?

Ora che sai tutto su cos’è il bonus 110% e chi ha diritto al superbonus, non ti resta che scoprire come funziona e come si ottiene. Innanzitutto, ti servirà sapere che ci sono diversi modi per ottenere il bonus 110%: tramite la detrazione fiscale, dunque attraverso la fruizione della detrazione in dichiarazione dei redditi, tramite lo sconto in fattura oppure tramite la cessione del credito a terzi.

Nel primo caso, il committente deve anticipare l’importo dei lavori per avere poi un rimborso in rate di importo identico suddivise in cinque anni. Se invece non si ha modo di anticipare la somma necessaria per il lavori, si può optare per lo sconto in fattura o per la cessione della detrazione per le spese sostenute fino al 2025. Per seguire la prima via, in accordo con il fornitore, occorre ricevere uno sconto in fattura di importo massimo pari alla spesa da sostenere, che il fornitore stesso recupera poi sotto forma di credito d’imposta.

Invece la cessione del credito a terzi consiste nello spostamento del credito d’imposta pari alla detrazione spettante su altre persone fisiche o istituti di credito e affini. Queste ultime due scelte rappresentano le uniche possibili se hai un reddito soggetto a tassazione separata, imposta sostitutiva o se non hai un’imposta lorda da ridurre tramite l’utilizzo della detrazione. In entrambi i casi, per ottenere il bonus 110%, occorre comunicare per tempo la propria scelta all’Agenzia delle Entrate, tramite una procedura dedicata presentare l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) - prima e dopo l’esecuzione dei lavori -, come anticipato. 


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Quando scade il bonus 110% e quali saranno le novità nel 2023?

Eccoci arrivati all’ultima parte del nostro focus sul bonus 110%, cioè quella relativa a quando scade il superbonus e quali sono le novità per il 2023. Prima di tutto, la detrazione fiscale del 110% vale per i lavori effettuati a partire dal 1° luglio 2020 e presenta scadenze diverse a seconda dei soggetti che sostengono la spesa e del tipo di immobile oggetto dei lavori. Le due casistiche che molto probabilmente ti interessano di più, in ogni caso, sono le seguenti:

  • gli interventi realizzati dai singoli contribuenti sulle case unifamiliari, per le quali il bonus 110% spetta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, solo a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori almeno per il 30% del totale;
  • gli interventi realizzati sui condomini, per i quali rimane ancora tempo fino al 31 dicembre 2023 per ottenere il superbonus 110%;
  • gli interventi su palazzine intere composte da 2 a 4 unità immobiliari, per i quali si può usufruire del bonus 110% fino al 31 dicembre 2023.


Rispetto alle case unifamiliari, dunque, manca davvero pochissimo tempo per poter usufruire del bonus 110% e, ad oggi, occorre aver già effettuato almeno il 30% dei lavori, altrimenti la detrazione del 110% spetta solo per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022. Dunque, se rientri in questa casistica, dovrai poter dimostrare che al 30 settembre 2022 hai raggiunto il 30% dei lavori preventivati, attraverso una dichiarazione scritta del direttore dei lavori faccia, basata sulla documentazione che ha raccolto durante i lavori stessi.

Ad oggi, dunque, il bonus 110% scade nel 2022 per i singoli contribuenti sulle case unifamiliari che vogliano fare dei lavori di efficientamento energetico, mentre rimane attivo per tutti il 2023 per altre categorie, come specificato nel documento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate. Il nuovo governo, però, ha approvato proprio nei giorni scorsi - precisamente il 10 novembre - il Decreto Legge cosiddetto “Aiuti-quater”, che, una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introdurrà importanti novità anche rispetto al superbonus.

Analizzando la bozza del decreto, infatti, si prevede già dal 2023 un abbassamento del bonus dal 110% al 90% per i condomini, tranne quelli che hanno già deliberato gli interventi da fare e che presenteranno la CILAS (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata Superbonus) entro il prossimo 25 novembre. Passando invece alle case unifamiliari, il decreto del nuovo governo dovrebbe riaprire la possibilità di ottenere il superbonus nel 2023 - che altrimenti sarebbe scaduto il 31 dicembre 2022 -, ma sempre con una detrazione fiscale del 90%, e non più del 110%, sempre per quanto riguarda le prime case e i proprietari con un ISEE medio-basso a livello di nucleo familiare. Ovviamente si tratta ancora di ipotesi, dato che il Decreto Legge “Aiuti-quater” è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dunque entrato in vigore. 


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In ogni caso, visti i vari cambiamenti subiti dal bonus 110% nel corso del 2022 e la situazione tuttora non definita, non è da escludere che il 2023 porti altre novità, dato che il quadro normativo diventa sempre più complesso e difficile da interpretare. Nel frattempo (e nel dubbio), ti suggeriamo di fare i tuoi calcoli in base allo stato attuale… e scegliere velocemente se provare a usufruire del superbonus!

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