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I dettagli che contano
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Imposta sostitutiva sul mutuo: facciamo chiarezza!

2 min di lettura

L’imposta sostitutiva del mutuo rientra tra le tasse da pagare quando si accende un mutuo: ecco come si calcola e quando si paga

  • Cos’è l’imposta sostitutiva sul mutuo e chi la paga?

  • Ecco come calcolare e quando si paga l’imposta sostitutiva sul mutuo!

  • L’imposta sostitutiva sul mutuo è detraibile?

Cos’è l’imposta sostitutiva sul mutuo e chi la paga?

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente sarai impegnato nel calcolare esattamente quanto ti costerà il mutuo che vuoi richiedere per l’acquisto della casa. Tra le varie voci da considerare, ci sono anche diverse tasse statali, tra cui l’imposta sostitutiva sul mutuo.

Ma cos’è questa tassa? Come si calcola e chi la paga? Procediamo con ordine. L’imposta sostitutiva sul mutuo è stata introdotta nel 1973 con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 601 ed è applicabile a tutti i finanziamenti della durata maggiore di 18 mesi - dunque non soltanto ai mutui ipotecari, sui quali comunque ci concentriamo in questo approfondimento.

Come ti abbiamo anticipato, si tratta di una tassa che, come indica già il termine “sostitutiva” contenuto nel suo nome, serve a sostituire altre imposte. Ma quali sono le imposte che vengono rimpiazzate dall’imposta sostitutiva? Di fatto l’imposta sostitutiva è un tributo che viene pagato in sostituzione delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, oltre alle tasse sulle concessioni governative.

L’imposta sostitutiva sul mutuo, dunque, unisce in un’unica voce tutte questi importi da versare obbligatoriamente, rendendo così il pagamento più semplice e rapido. Ma chi deve pagare l’imposta sostitutiva sul mutuo? Il versamento deve essere effettuato direttamente da chi riceve il mutuo (nel nostro caso, direttamente da te!), ma sarà poi la banca che eroga il mutuo a versare l’imposta al fisco e a scalare dalla somma erogata la percentuale relativa all’imposta stessa.

Riepilogando: l’imposta sostitutiva sul mutuo è un tributo che è dovuto dal mutuatario in sostituzione di un’altra serie di imposte, al fine di facilitarne il pagamento. Lo stesso mutuatario deve versare questa imposta all’istituto di credito, sotto forma di una percentuale che viene trattenuta al momento dell’erogazione del prestito, dopodiché è la banca stessa ad occuparsi di corrispondere l’imposta all’Agenzia delle Entrate.


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Ecco come calcolare e quando si paga l’imposta sostitutiva sul mutuo!

Bene, a questo punto vorrai sapere anche come si calcola l’imposta sostitutiva e quando si paga. Partendo da questo secondo punto, come anticipato poche righe fa, di fatto l’imposta sostitutiva sul mutuo viene pagata in automatico contestualmente all'erogazione della somma richiesta, dato che viene trattenuta dalla banca.

La trattenuta avviene cioè nello stesso momento dell’erogazione del finanziamento. Passando invece al calcolo dell’imposta sostitutiva sul mutuo, devi sapere che il suo importo è proporzionale alla somma chiesta alla banca e che la percentuale varia in base al tipo di finanziamento. Infatti, rispetto ai mutui per l’acquisto della prima casa, da adibire ad abitazione principale, l’imposta sostitutiva è pari allo 0,25%, grazie alle agevolazioni pensate per la prima casa.

Diversamente accade invece con i mutui accesi per l’acquisto o per la ristrutturazione di una seconda casa, rispetto ai quali l’imposta sale al 2% della somma chiesta alla banca. Ma come funziona l’imposta sostitutiva nel caso di un mutuo cointestato? Semplice: per poter usufruire dell’aliquota agevolata allo 0,25%, è necessario che entrambi i cointestatari abbiano la residenza nella stessa abitazione.

imposta_sostitutiva_mutuo_quando_pagare

L’imposta sostitutiva sul mutuo è detraibile?

A questo punto rimane soltanto una domanda: l’imposta sostitutiva sul mutuo è detraibile a livello fiscale? Come saprai, in Italia sono previsti infatti dei vantaggi fiscali per per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa. Tra queste agevolazioni rientra anche la detraibilità fiscale di alcune voci di costo relative all’accensione di un mutuo, ovvero:

  • gli interessi passivi pagati in funzione della restituzione del capitale;
  • i costi di preammortamento, se presente;
  • gli oneri fiscali quali l’imposta sostitutiva, l’imposta di iscrizione e/o cancellazione dell’ipoteca;
  • le spese di istruttoria;
  • le spese di perizia dell’immobile;
  • quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione
  • le spese notarili inerenti il contratto di mutuo (non quello di compravendita) e le eventuali spese sostenute dal notaio per conto del cliente.

Di conseguenza, per quanto riguarda l’abitazione principale, l’imposta sostitutiva sul mutuo è detraibile. Addirittura, per chi ha ottenuto un prestito agevolato under 36, è prevista l’esenzione dall’imposta sostitutiva sul mutuo. In ogni caso, per poter usufruire delle agevolazioni fiscali sui mutui, occorre rispettare tutti i requisiti che specifichiamo in questo approfondimento. E adesso hai davvero tutti gli elementi per calcolare quanto ti costerà esattamente il mutuo per l’acquisto della casa!


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