Banca obbligata a rinegoziare il mutuo? Ecco cosa dice la nuova norma!

La nuova norma sui mutui ha introdotto l’obbligo per le banche di rinegoziare i mutui a certe condizioni

 

La recente manovra del governo ha aggiornato la norma in fatto di mutui, introducendo l’obbligo per le banche di rinegoziare i mutui a tasso variabile, ma soltanto a certe condizioni: ti spieghiamo quali sono e come fare per rinegoziare il mutuo

Cosa dice la norma salva-risparmio sui mutui della manovra del governo?

Come forse saprai, in questi giorni di fine anno, è arrivata l’ufficialità dell’approvazione della manovra economica del nuovo governo. In particolare, anche a seguito dellaumento dei tassi da parte della BCE, il governo ha previsto una norma che è stata definita “salva-risparmio” rispetto ai mutui ipotecari, contenuta appunto nel maxiemendamento del governo alla manovra di fine 2022. Ma cosa dice la norma salva-risparmio sui mutui? In particolare facciamo riferimento all’emendamento 58.0.1000, con il quale il governo riprende il Decreto 70 del 2021, prolungandone la validità fino al 31 dicembre 2023.

Cosa prevede l’emendamento rispetto ai mutui ipotecari? In sintesi, ci sarà la possibilità di rinegoziare i mutui ipotecari per passare da un mutuo a tasso variabile ad un mutuo a tasso fisso. Questa possibilità viene garantita dall’obbligo che il governo, tramite la norma salva-risparmio, ha introdotto per le banche, che dovranno necessariamente rinegoziare i mutui a determinate condizioni - che vedremo tra poco. Lo scopo di questa misura da parte del governo è quello di consentire alle persone con una situazione reddituale difficile di avere strumenti per difendersi dagli aumenti ai tassi decisi dalla BCE, i quali hanno e avranno una ricaduta anche sui tassi dei mutui, sia variabili che fissi. A seguito di questo emendamento, le banche saranno obbligate ad accettare la rinegoziazione del mutuo nei casi in cui i richiedenti presentano i requisiti che ti spiegheremo tra poche righe.


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Banche obbligate a rinegoziare i mutui a tasso variabile? Ecco le condizioni!

Ma quali sono le condizioni che obbligano le banche a rinegoziare i mutui? Innanzitutto ti ricordiamo che la rinegoziazione del mutuo è quell’operazione che ti permette di modificare uno o più elementi del contratto di finanziamento originario e che può essere effettuata se entrambe le parti - cliente e banca - sono d’accordo, a seguito del cambiamento della situazione economica globale o anche di quella reddituale/finanziaria del mutuatario.

Ma veniamo alle condizioni per cui, a seguito della norma salva-risparmio sui mutui, una banca è obbligata a rinegoziare il mutuo. Questa possibilità viene garantita soltanto nei casi in cui la richiesta arrivi da un mutuatario che sia già intestatario di un contratto di finanziamento che in origine non superi i 200.000 euro e che, al momento della richiesta, abbia un ISEE inferiore o uguale a 35.000 euro, senza aver mai accumulato ritardi nei pagamenti delle rate.

Se il richiedente della rinegoziazione del mutuo presenta tutti questi requisiti, la banca sarà obbligata a rinegoziare il mutuo, con la possibilità anche di concordare anche un allungamento del piano di ammortamento fino a un massimo di 5 anni (nei casi in cui la durata residua del muto non superi i 25 anni).

Come fare per rinegoziare il mutuo dopo l’aumento dei tassi BCE?

Ma come funziona la rinegoziazione del mutuo? Come ti spieghiamo nel focus dedicato, rinegoziare il mutuo è sempre possibile a seguito di un cambiamento della situazione economica globale o anche di quella reddituale/finanziaria del mutuatario. In questo preciso momento storico, ciò che sta mutando è la situazione economica globale che, a causa dell’inflazione e della crisi energetica, ha portato ad un aumento dei tassi da parte della BCE in Europa e delle altre autorità bancarie mondiali. Alla luce di questa situazione, se hai già un contratto di mutuo in corso, puoi chiedere alla banca di rinegoziare il mutuo. Devi anche sapere che, in caso di rifiuto della rinegoziazione, puoi comunque procedere con la surroga del mutuo, facendo così perdere alla banca il guadagno sugli interessi del mutuo.

Ecco perché le banche, molto spesso, sono disponibili a rivedere le condizioni del finanziamento, anche se non sono mai obbligate a farlo. Stando alle stime del Codacons, per un mutuo a 30 anni acceso due anni fa, con il nuovo tasso sui 28 anni di mutuo rimanenti, in assenza di rinegoziazione, il mutuatario si troverebbe a pagare fino a 30-40 euro in più per rata. Ecco perché, se hai già acceso un mutuo, ti suggeriamo di contattare la tua banca per chiedere la rinegoziazione. Se però quest’ultima non volesse ridiscutere il contratto di finanziamento, puoi sempre valutare di procedere con la surroga del mutuo, che implica la scelta di un altro istituto di credito e che ti presentiamo in questo approfondimento. In generale, se la rata del tuo mutuo sta diventando troppo onerosa, ti suggeriamo di rinegoziare il mutuo e, in caso di difficoltà con la tua banca, valutare anche la surroga!


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